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VFR notturno

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Ebbene si! Non solo gli aeroplani di linea volano di notte ma anche un piccolo aereo da turismo nel rispetto di precise regole e limitazioni può volare con il buio. Com’è possibile e quali sono le sensazioni di un pilota alle prime esperienze?

 

In questo articolo parleremo del volo VFR notturno, vietato a tutti i velivoli appartenenti alla categoria ultraleggeri (ULM) ma permesso alla categoria degli aeroplani appartenenti al comparto aviazione generale. Suggeriamo a qualsiasi pilota in possesso almeno del brevetto di pilota privato e interessato a poter operare anche in orari notturni, di recarsi presso una scuola di volo ed approfondire più dettagliatamente. 

L’abilitazione al volo notturno, il cosiddetto “night rating”, è parte del percorso formativo per tutti gli allievi piloti che hanno l’obiettivo di diventare piloti professionisti. Per chi sta facendo un programma di addestramento integrato, sarà la scuola di volo alla quale ci si è affidati a preoccuparsi di quando inserire l’addestramento al volo VFR notturno. Invece, coloro i quali hanno scelto un programma di addestramento modulare, dopo aver conseguito il PPL (Private Pilot License) dovranno preoccuparsi di coordinare l’addestramento al volo VFR notturno direttamente con la scuola di volo scelta.

 

Perché il VFR notturno è un passaggio importante nella formazione di un pilota? 

Sicuramente ti avvicina al volo strumentale in quanto, di notte, non avendo riferimenti visivi chiari come durante il giorno, dovrai affidarti in parte alla strumentazione di bordo.

“Trust the instrument” è una delle tante frasi che ogni allievo pilota sentirà ripetere parecchie volte durante il percorso addestrativo, specialmente nelle fasi avanzate. Non bisogna dimenticare però che il volo VFR notturno non è un volo strumentale IFR (instrument flight rules), quindi si dovrà sempre svolgere con determinate condizioni meteo mantenendo gli adeguati parametri e riferimenti visivi.

 

Voli notturni eseguiti secondo regole VFR (Visual Flight Rules), l’emozione del volo da una prospettiva del tutto diversa.  

A questo punto entriamo nel merito di alcune sensazioni che si percepiscono quando ci si alza in volo immersi nel buio.

La prima volta, direi che ci si sente quasi disorientati e quando sarai in procinto di iniziare il rullaggio dovrai prestare molta attenzione, specialmente se la visibilità dell’area circostante non è delle migliori a causa ad esempio di vetri appannati o scarsa luminosità ecc. 

Si tratta di guardare il tutto da una prospettiva nuova, diversa. Ricordati di portare con te una piccola torcia preferibilmente di luce rossa, in quanto la luce bianca potrebbe disturbare la visione notturna.

Una delle tante cose importanti è fare attenzione al rullaggio osservando tutti i nuovi dettagli come ad esempio le luci del piazzale (apron), delle taxiways e della pista di decollo. Niente di preoccupante comunque, ci si abitua presto! 

Ed ecco che si decolla. 

Ti guardi subito attorno e vedi le luci della città da un lato e il buio totale dall’altro. Facile perdere l’orientamento. Quella zona sopra la quale hai sorvolato tante volte durante il giorno, sembra essere un posto del tutto estraneo di notte. La prima volta, se sei fortunato riuscirai ad individuare dei riferimenti visivi che possono aiutarti… ma perché non dare un’occhiata anche agli strumenti? Trust the instruments!!

 

Bene, sei lassù!! Affascinato da questo scenario, pensi quanto sia potenzialmente più pericoloso e difficile da gestire un atterraggio di emergenza di notte, in mezzo a quel vasto nulla. Gestire la parte emotiva non è così semplice come possa sembrare. Tutto sembra quasi fermo, vento solitamente più calmo, solo tu lassù per la prima volta nel circuito di traffico aeroportuale (aerodrome traffic circuit).

In meno di quanto tu ti possa aspettare sei già in sottovento, ti guardi intorno, ed ecco che è arrivato il momento di individuare la pista d’atterraggio. Non provare ad atterrare se non sei sicuro al 100% che sia davvero quella!!!! Di notte è comune avere false illusioni e confondere un posto per un altro. Riconoscere la pista di atterraggio non è così facile come si possa credere, specialmente se non perfettamente allineati con essa. Nuovamente un’occhiata alla strumentazione di bordo non fa mai male, “trust the instruments”. Ricordati comunque di mantenere sempre gli adeguati riferimenti visivi, non stai facendo un volo IFR, quindi cerca di riconoscere qualsiasi cosa che possa tornare a tuo favore per aiutarti a ritrovare l’orientamento nel caso in cui dovessi perderlo. 

La pista di atterraggio illuminata è ora davanti ai tuoi occhi… adesso, tutto ha un senso. Atterri o continui con un “touch and go” e dopo qualche circuito di traffico aeroportuale (traffic pattern), tutto diventa più semplice. La tua mente e i tuoi occhi si sono abituati a questo nuovo modo di vedere ciò che ti circonda ed è proprio adesso che diventa davvero bellissimo. 

In conclusione

Il volare in VFR notturno, nel rispetto delle limitazioni previste da questa tipologia di volo, è un’esperienza indescrivibile soprattutto le prime volte. È una opportunità per tutti i piloti di volare dopo il tramonto purché sia fatto in sicurezza. Sicuramente richiede un’accurata pianificazione e attenzione alle condizioni meteo, come d’altronde lo richiede qualsiasi altro volo. Belle esperienze di volo notturno si possono fare anche negli Stati Uniti d’America grazie alla moltitudine di aeroporti aperti al traffico di aviazione generale e non solo.

Auguriamo a tutti dei bellissimi voli notturni.

 

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