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La rampa, il flight dispatcher

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Quando si parla di volo solitamente il riferimento diretto è alla figura del pilota, ma quali altri professionisti fanno parte di questo mondo affascinante?

Grazie a questo articolo, scritto per noi da un flight dispatcher, vi faremo conoscere cosa fà la rampa. Scoprirete così chi è quella persona che vi guarda mentre salite a bordo dell’aereo. Buona lettura!

 

“ah, quello che parcheggia gli aerei?”

Di solito conosciuto per quello, pur non essendo la sua funzione principale, esiste una figura nascosta all’ombra di ali e motori, senza la quale difficilmente si potrebbe partire. Se viaggiate spesso e vedete qualcuno vestito di giallo o arancione con una cartelletta in mano, è lui/lei. Salutatelo/a, non morde.

Flight Dispatcher, TRC (TurnaRound Coordinator), Coordinador, Agent de Piste, e questi sono solo alcuni dei nomi più comuni per questa figura. In Italia è più conosciuto come “Agente di Rampa” (dove la Rampa, derivato dall’inglese Ramp è il piazzale di sosta degli aeromobili, chiamato anche Apron) o, semplicemente, Rampaaaaaaaaaaa!!!, spesso urlato dalla cima delle scale da equipaggi ed addetti check in.

Ho dei colleghi che hanno avuto crisi d’identità per questo, abituati a sentirsi sempre chiamare così e quasi mai con il nome di battesimo.

Questo fa la Rampa: nell’ombra, senza nome, conosce (spesso a memoria) le procedure di terra di tutti i Vettori che serve, conosce vizi e virtù dei sistemi informatici, le procedure di emergenza, coordina tutte le attività che si svolgono intorno ad un aeromobile in sosta e dà suggerimenti, alternative. Risolve problemi e aiuta gli equipaggi a prendere sempre la decisione più corretta in modo da rispettare il suo mantra, mandare via il volo in sicurezza e, se possibile, in orario.

 

Ma entriamo nel dettaglio di un qualunque transito:

 

Un volo atterra in qualsiasi aeroporto, effettua tutto il percorso dalla pista alla piazzola di sosta assegnatagli (il cosiddetto taxi); davanti a lui, dotato di bacchette magiche (luminescenti, di notte), secondo un linguaggio non verbale ma codificato dall’ICAO, qualcuno (e non sempre la Rampa) a gesti indirizza i piloti a parcheggiare quell’uccellone da oltre 50 tonnellate e alto come una casa ad un piano correttamente, al punto giusto e seguendo la linea guida. Questa attività si chiama marshalling.

I piloti inseriscono il freno di stazionamento, spengono i motori e, quando essi raggiungono la rotazione minima (a seconda della procedura di compagnia), spengono la luce rossa anticollisione e, tale segnale, da il via alle danze. In un attimo appaiono scale motorizzate, trattori elettrici trainanti nastri meccanici, coni rossi e bianchi (per segnalare, a chi guida, gli ingombri dell’aereo), e molte persone vestite in giallo o arancione fluorescente. 

Tutto si svolge come un balletto, ognuno è assegnato ad un compito, secondo una scaletta ed un rituale ben congegnato e codificato. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e la Rampa è sempre presente, a supervisionare e, a seconda dei casi, in accordo con il Caposquadra degli operatori, variare l’assegnazione dei compiti e priorizzare le attività.

Le porte dell’aereo si aprono, i passeggeri scendono e salgono gli operatori delle pulizie (dove richiesto), mentre la Rampa si interfaccia con l’equipaggio, sia di volo che di cabina. Con la cabina si parla del prossimo volo, quanti prenotati ed assistenze particolari, con i piloti dei dati tecnici del prossimo volo: tratta, carburante necessario ed eventuali anomalie tecniche, in modo da coordinare le procedure adeguate.

Nel mentre, l’imbarco dei passeggeri, in accordo con i colleghi dell’aerea Check-In/Imbarchi, è iniziato.

 

Arriva anche il mezzo rifornitore e, dopo la conferma, litri di combustibile aeronautico vanno a riempire i serbatoi, pronti per un’altro giro. La rampa non ha finito: a seconda degli scali e delle procedure del Vettore, passa i dati passatigli ad un secondo collega, comodo in ufficio, che li inserirà nel DCS (Departure Control System) utilizzato, li analizzerà e provvederà a restituire, in forma grafica e numerica, le condizioni di bilanciamento dell’aeromobile, utili ai piloti per settare i comandi di volo per il prossimo decollo.

Un vecchio collega, molti anni fa, le chiamava istruzioni per volare e, da amante del vintage, credo sia la descrizione più adeguata anche se, comunemente, viene chiamato Loadsheet (o Piano di Carico). Non dimenticandosi di stamparlo, il collega in ufficio lo consegnerà al collega Rampa, dopo ovviamente avergli confermato la chiusura, ovvero il totale, a chiusura accettazione, dei bagagli, della merce, della posta e dei passeggeri presenti sul suo volo.

I bagagli arrivano finalmente sotto l’aereo e, allo stesso momento, ottenuto l’assenso della cabina, inizia l’imbarco dei passeggeri, che prendono comodamente posto e sistemano le loro cose, fanno le loro domande, chiedono risposte ai loro dubbi e si rivolgono agli assistenti di volo; per qualcuno è la prima volta e le domande sono tante.

Nell’ombra (o sotto il sole), la Rampa si coordina con il caposquadra per il carico bagagli, secondo le istruzioni riportate sul Piano di Carico e, ottenuta la conferma che il totale dal DCS sia coerente con quanti hanno fisicamente, da l’ordine di chiudere le stive. Nel frattempo i piloti hanno ricevuto il Loadsheet e provvedono a fare i loro settaggi sui computer di bordo e a controllare che i pesi riportati siano coerenti con i limiti dell’aereo. Questa operazione è già stata fatta in ufficio, ma sempre meglio controllare!

L’imbarco è terminato.

La Rampa e l’equipaggio di cabina si danno le ultime conferme, si scambiano i documenti e si salutano. Stessa cosa farà con i piloti: controllo documentale, un saluto, una stretta di mano e si scende. La Rampa saluta ancora l’equipaggio mentre chiudono la porta. Gli da un certo senso di orgoglio ma anche di tristezza, questa fase; sa che lui/lei sarà l’ultima persona a vederli ma scaccia subito questo pensiero, priorità alla sicurezza!

Come fatto all’arrivo, effettua il giro esterno, o walkaround, per controllare che tutti i portelloni siano chiusi e che non vi siano danneggiamenti alla fusoliera.

Arriva il trattore del pushback, un mezzo dotato di enorme coppia motrice che spingerà all’indietro il nostro aereo fino ad un punto pre-stabilito, per permettergli di mettersi in moto e volare di nuovo. E’ importante che questa operazione sia svolta con la massima precisione, e per questo il punto di messa in moto è lontano dal terminal e dalle attrezzature e, per sicurezza, la Rampa sia collegata, tramite interfono, ai piloti, al piano superiore.

Secondo un rituale codificatosi negli anni (e dai manuali, vera Bibbia di questa professione) e, se non si presentano disguidi o ritardi, il nostro uccellone è finalmente libero di volare via, a fare quello che sa fare meglio. Alla Rampa, che come ultimo saluto si porta la mano alla fronte in stile vagamente militare , rimane la soddisfazione di aver fatto del suo meglio, una cartella piena di documenti, un pezzo di esperienza in più e un sacco di numeri. Meglio rientrare in ufficio, che quando l’aereo decolla sarà necessario mandare i messaggi allo scalo di destinazione, per informarli che è partito.

Niente email, ma il vecchio sistema via telext, affidabile come solo lui sa fare.

Al prossimo transito!

GGC
Ramp Agent & Load Controller
CPL (A) Holder

 

Un sentito ringraziamento a Guido da parte della redazione di Aviation Blog per il tuo contributo.

 

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1 COMMENT

  1. Emozionante leggere un così preciso e dettagliato racconto del lavoro della ‘rampaaaa’ GRAZIE un ex Rampista che sarà per sempre un Rampista.

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