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La giornata tipo dell’assistente di volo

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Ti sei mai chiesto come si svolge la tipica giornata di un assistente di volo? Che cosa fa?

Li vediamo sempre indaffarati, su e giù, prima una cosa poi l’altra, poi non li vediamo più… Bene, per quanto possa sembrare strano, tutto ciò che l’assistente di volo fa a bordo di un aereo ha un senso. Indubbiamente compiti e mansioni variano leggermente in base alla compagnia per la quale si lavora.

Oggi vi racconterò la giornata tipo di un’assistente di volo, basata prettamente sulla mia esperienza personale.

Siete curiosi di “sedervi dietro le quinte” per qualche minuto?

Iniziamo…

La nostra giornata inizia a casa, dove ci prendiamo cura del nostro “grooming” per avere un’apparenza impeccabile una volta operativi. Per gli uomini barba e capelli, e per le donne “trucco e parrucco“. Tirati a lucido, come le nostre scarpe, ci prepariamo ad indossare la nostra bella uniforme.
Senza dimenticare a seguito il “prolungamento del nostro braccio”.. la valigia! Immancabile compagna ad ogni turno.

Arrivati in aeroporto, dopo aver superato i controlli, attraverso il “varco crew“, ci si raduna con tutto l’equipaggio per il briefing. Si discute insieme il piano della giornata, il ruolo di ciascun membro e si testano diversi argomenti di sicurezza. E’ importante verificare la preparazione della crew e analizzare insieme le varie procedure nel caso in cui ci si trovi a dover fronteggiare un’emergenza di qualsiasi tipo.

Le probabilità che si verifichino emergenze di tipo catastrofico sono di norma molto basse, contrariamente ci si trova spesso a dover fare interventi di primo soccorso di qualsiasi tipo, ragion per cui è fondamentale essere preparati ad intervenire tempestivamente.

Adesso siamo pronti per salire a bordo!

 

Dopo aver ispezionato l’equipaggiamento di sicurezza (PDI’s-> Pre Departure Inspection), diamo il via allo staff di terra per cominciare l’imbarco e dare il benvenuto ai nostri cari passeggeri.
Diverse compagnie hanno la policy del controllo della carta di imbarco e sono sicura vi siate sempre chiesti il perché.

Ma cosa si controlla in realtà?
Se ce l’avete? Sarebbe quasi impossibile il contrario.

E allora cosa? Il posto in cui siete seduti? Sopravvalutate le nostre capacità di memorizzare quasi 200 posti.. mi dispiace deludervi.

No e no!

In realtà il motivo è molto semplice.. ci si assicura che siate sul volo corretto, verificando data, numero del volo e destinazione.
“Ma se abbiamo appena passato i controlli al gate!!” direte… Ebbene sì, ci sono stati dei rari casi in cui passeggeri si sono ritrovati sul volo sbagliato, nonostante i precedenti controlli. Ragion per cui, in questo lavoro, è fondamentale controllare e ricontrollare, in quanto una piccola svista può portare a complicazioni future.

Vi siete mai chiesti perché innumerevoli volte vi chiediamo di mantenere i posti assegnati?

Vi sono diverse ragioni, ma la più importante è per assicurare il bilanciamento dell’aereo durante le delicate operazioni di decollo ed atterraggio.

Senza entrare troppo nel dettaglio, l’aereo è praticamente suddiviso in “zone” attraverso le quali è calcolata la distribuzione del peso “ideale” in ciascuna zona per assicurare una performance ottimale e soprattutto sicura del velivolo che, se non viene rispettata, rischia di compromettere l’incolumità di tutti gli occupanti.

Sono sicura che adesso non sottovaluterete più l’importanza di questa richiesta.

Imbarco completato. Lo staff di terra verifica le ultime documentazioni con i piloti e siamo pronti per chiudere le porte, eseguendo alcune procedure operative.

E via con la presentazione dell’equipaggio e la dimostrazione di sicurezza. E’ un momento molto importante, non solo perché finalmente conoscerete il volto di chi vi assisterà e accompagnerà durante questo viaggio, ma perché vi verranno spiegate indispensabili indicazioni da seguire nel caso in cui si dovesse verificare un’emergenza di qualsiasi tipo. Vi ricordo che le probabilità sono molto basse, ma mai zero.

Purtroppo è triste constatare che, il più delle volte, il numero di persone che presta davvero attenzione è poco. D’altronde viene chiesto soltanto un minuto del vostro tempo.. un minuto che, nella sfortunata eventualità di un emergenza, non sarà più disponibile.

In seguito si controlla che tutti i passeggeri siano seduti con le cinture ben allacciate, tavolini riposti, braccioli abbassati, etc..
Adesso la cabina è pronta per il decollo ed anche gli assistenti di volo possono sedersi ai loro posti, i cosiddetti jumpseats.

Solitamente superata una determinata quota, indicativamente il livello di volo FL100, che sarebbe circa 3km di altezza terreno, siamo pronti ad iniziare il nostro servizio bar, a volte tranquillo, altre volte interminabile; fattore spesso relazionato alla durata del volo e alla località in cui si è diretti.

Reputo affascinante osservare i vari stereotipi comportamentali associati a ciascuna nazionalità ed è altrettanto interessante notare come, attraverso l’esperienza, si possa quasi predire cosa aspettarsi in un determinato volo. Altrettanto stupendo è poter constatare quanto si possa apprendere di una cultura semplicemente durante un turno di lavoro.

Ding”. Scatta il segnale delle cinture allacciate. Stiamo per iniziare la nostra discesa nel luogo di destinazione. È arrivato il momento di preparare la cabina per l’atterraggio e nuovamente assicurarsi che tutti i passeggeri siano seduti con le cinture ben allacciate, tavolini riposti, braccioli abbassati, etc..
Adesso finalmente anche gli assistenti di volo possono sedersi.

Una volta atterrati, dopo aver raggiunto l’area di parcheggio, ci si prepara ad aprire le porte e salutare tutti i passeggeri, sperando abbiano trascorso un piacevole volo; la parte di un viaggio che sicuramente avrà lasciato qualcosa in voi, ma anche in noi.

A fine sbarco, durante il cosiddetto “turnaround” avvengono nuovamente dei controlli di sicurezza, ed eccoci qua, pronti per ricominciare un’altra avventura.

Ovviamente in una giornata ideale non è avvenuto nessun imprevisto, nessuna emergenza medica o altro.. fortunatamente! Ma questa è un’altra storia…

 

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