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Il pilota militare

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Il tuo sogno è diventare un pilota di caccia o semplicemente sei curioso di sapere qual’è il percorso per sedersi ai comandi di un aereo militare?

Grazie a questo articolo, scritto per noi direttamente da un pilota di caccia della Marina Militare Italiana, approfondiremo alcuni tratti di questa professione. Buona lettura!

 

Tra tutti gli impieghi disponibili in aviazione, forse il pilota militare di caccia è quello più affascinante e spesso più ambito tra i giovani che desiderano iniziare una carriera in questo settore.

Ricordo che aspiravo a diventare pilota sin da quando ero un bambino delle elementari, ora ripenso che non avevo in mente nemmeno un piano alternativo, qualora il mio sogno si fosse infranto.

Questa passione così grande mi ha senza dubbio aiutato a superare tutte le difficoltà che ci sono dietro l’inseguimento di un sogno come questo.

Studio, tenacia, tanta grinta e, perché no, anche un po’ di fortuna, sono tutti ingredienti necessari, senza i quali si rischia di prendere cocenti delusioni, anche se bisogna essere coscienti che purtroppo le possibilità di successo sono inferiori a quelle di insuccesso; questo perché in Italia, dove non mancano di certo i talenti, i posti disponibili sono pochi. In nazioni come gli USA, ad esempio, considerando le ingenti risorse che il settore dell’aviazione militare dispone, le possibilità sono senza dubbio maggiori.

Non per questo però dobbiamo scoraggiarci, specialmente dopo una o anche due delusioni!

Continuate sempre a crederci e vedrete che alla fine le vostre qualità e la vostra tenacia saranno in qualche modo ripagate.

Se i requisiti fisici per diventare pilota sono indubbiamente molto alti, purtroppo quelli per diventare pilota militare lo sono ancora di più: ci sono limiti di altezza, minima e massima, la vista e l’udito devono essere perfetti e non si possono avere nemmeno allergie o piccoli difetti fisici.

Le visite di idoneità vengono svolte presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Aeronautica Militare, che è l’unico Ente in Italia in grado di rilasciare l’idoneità al pilotaggio, sia militare che civile, incluse anche tutte le altre Forze Armate.

 

Già, perché i piloti militari non sono tutti dell’Aeronautica… Esercito, Marina, Carabinieri, Finanza e Guardia Costiera hanno tutti i loro reparti aerei. La Marina inoltre è l’unica, oltre l’Aeronautica chiaramente, che dispone anche di un Gruppo di Volo di caccia, il Gruppo Aerei Imbarcati di Grottaglie (Ta), che impiega i velivoli AV8-B Harriers, che saranno presto sostituiti dai più moderni F-35B, impiegati a bordo della Portaerei Cavour.

Sul portale del Ministero della Difesa, nella sezione concorsi, sono disponibili tutti i concorsi per diventare pilota militare. Consiglio di controllarlo periodicamente perché spesso, a causa dell’alto numero di partecipanti che di volta in volta presentano la domanda di ammissione, questi concorsi rimangono disponibili solo per poche settimane.

Una volta che vi siete accertati di disporre dei requisiti fisici necessari, è molto importante prepararsi al massimo per superare tutte le prove concorsuali, che possono variare di volta in volta, sulla base delle esigenze della Forza Armata che bandisce il concorso.

 

Generalmente esistono tre diverse possibilità per diventare pilota militare:
  • La prima, forse quella più affascinante, è l’ingresso direttamente in Accademia Aeronautica. Cinque anni a Pozzuoli (Na), dove si consegue la laurea e il brevetto di pilota militare. Successivamente si sarà assegnati ad un reparto di volo, sulla base dei risultati ottenuti e delle caratteristiche evidenziate durante la permanenza in Accademia. La carriera che ne consegue è quella di Ufficiale dei Ruoli Normali, la più alta e che potenzialmente porta a ricoprire il massimo incarico di Capo di Stato Maggiore.

 

  • La seconda possibilità è quella del pilota di complemento, opportunità che spesso viene concessa anche dalle altre Forze Armate, ad eccezione forse solo dell’Arma dei Carabinieri. Il corso di complemento generalmente dura circa tre mesi, al termine del quale si raggiunge la qualifica di ufficiale, che sarà poi seguita dal corso di pilotaggio per il conseguimento del brevetto di pilota. La carriera dell’ufficiale di complemento, o dei Ruoli Speciali, è più lenta di quella dei Ruoli Normali e non permette di raggiungere il grado di Generale o Ammiraglio. Di contro, generalmente, i piloti di complemento hanno una più lunga carriera “volativa” rispetto ai loro colleghi dei Ruoli Normali, che ad un certo punto lasciano i reparti di volo per ricoprire incarichi di comando altrove.

 

  • La terza possibilità è quella dei concorsi interni. Sulla base delle necessità del momento, le Forze Armate a volte bandiscono concorsi interni per il ruolo di pilota riservato a candidati già in servizio attivo. In alcuni casi questa possibilità viene data anche agli Ufficiali dei Ruoli Normali del quinto anno delle varie Accademie Militari, che vengono quindi selezionati come piloti solo al termine del ciclo di studi, e non in fase di selezione come invece avviene in Aeronautica.

Come vedete le possibilità esistono, sono molte, e tutte estremamente affascinanti!

Continuate sempre a crederci anche se i primi tentativi non dovessero rivelarsi vincenti.

Una volta superato il concorso, inizierà per voi una vita completamente nuova, dove il conseguimento del brevetto di pilota sarà solo una piccola parte di tutte le attività che vi saranno richieste. C’è anche da dire che chi non è molto portato per la vita militare potrebbe faticare di più rispetto agli altri ad adattarsi a questo tipo di disciplina. La cosa fondamentale comunque è lo spirito di adattamento e di sacrificio.

Vi garantisco che le soddisfazioni che si avranno il giorno della cerimonia di “winging” saranno valse più di tutti i sacrifici che avrete fatto per arrivarci, su questo non ci sono dubbi.

Una volta diventati piloti militari a tutti gli effetti, fregerete la vostra divisa con quella meravigliosa aquila turrita che porterete con infinito orgoglio per tutta la vostra vita, anche quando appenderete la divisa al chiodo.

Vi saluto con una citazione di Eleanor Roosevelt, First Lady americana negli anni 30 e 40:
The future belongs to those who believe in the beauty of their dreams”.

Edoardo
Airline Captain and former Military Fighter and Turbo Prop Pilot.

 

Un sentito ringraziamento ad Edoardo da parte della redazione di Aviation Blog per il tuo contributo.

 

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