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Il briefing

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Briefing… a cosa serve e cos’è? E’ realmente importante o solamente una seccatura?

Una delle tante parole che in aviazione si sente menzionare molto spesso o meglio praticamente sempre quando ci si accinge ad affrontare un volo. BRIEFING.

Iniziamo con il capire meglio il significato che questa parola inglese ha nel contesto dell’aviazione. Volendosi sforzare in una traduzione possiamo parafrasare briefing con “breve riunione”, ma per renderne meglio l’idea si può affermare che fare il briefing identifica il momento in cui due o più persone si riuniscono con lo scopo di fare un piano d’azione, condividere, rivedere alcune informazioni o semplicemente riassumere e dare brevi istruzioni.

Distinguiamo subito il briefing dal debriefing. Il primo è quando ci si prepara ad un qualcosa con il fine di prevenire, il secondo invece è quando si riesamina ciò che è stato fatto o è accaduto con il fine di migliorare e crescere.

Fatte queste brevi precisazioni, entriamo nel merito del briefing.
 

Ogni pilota fin dal principio della sua formazione viene introdotto all’utilizzo dei briefing, che sopratutto agli inizi potrebbero essere percepiti come una sorta di inutile ripetizione non realizzandone il reale significato e l’importanza degli stessi, ma solo successivamente si inizierà ad apprezzarli.

A seguito della fase di pianificazione di un volo, il briefing è quella parte che permette a tutti i coinvolti di rivedere insieme e riassumere per punti strategici l’obbiettivo del volo, è l’occasione per essere sicuri che tutti siano consapevoli e abbiano ben chiari i passaggi principali. A questo punto non si entra più nel merito ma semplicemente è come se fosse un coordinamento delle parti interessate. 

E’ molto importante recarsi all’aereo avendo già ben chiaro ciò che si andrà a fare, senza dubbi o perplessità. Il volo è un’esecuzione di ciò che si è programmato a terra, il pilota deve essere libero e pronto di affrontare eventuali imprevisti e non impegnato a fare ciò che avrebbe potuto fare a terra in tutta tranquillità. 

Adesso distinguiamo e definiamo brevemente gli “standard“ ed “emergency” briefing, anche se in realtà sono definiti dalla parole stesse. 

 

Standard briefing

Sono momenti in cui riassumere in maniera concreta i punti principali relativi a quella data fase del volo. Ad esempio il briefing prima della partenza andrà a toccare punti relativi a questa fase, contrariamente il briefing prima della discesa andrà a toccare punti relativi alla discesa e all’atterraggio dell’aereo. 

Questi brevi momenti, solitamente pochi minuti, sono estremamente importanti per rivedere sommariamente ciò che si farà ma ancor di più per riportare il pilota “sul pezzo” prima di entrare in azione.

 

Emergency briefing

Sono invece momenti nei quali si rivedono le azioni più importanti da fare nel caso in cui si presenti un inconveniente, aiutano a rendere il pilota pronto a reagire. Un esempio è il considerare la possibilità di malfunzionamento del motore durante la fase di decollo.

Questi brevi momenti sono estremamente importanti perché preparano il pilota o l’equipaggio ad affrontare al meglio la possibile emergenza in quanto hanno poco prima rivisto le azioni da intraprendere. Praticamente è come se durante l’emergency briefing ci si “rinfrescasse la memoria”. Ovviamente è impossibile considerare tutti gli imprevisti che potrebbero capitare, ma si possono prendere in considerazione i principali o quelli che richiedono un intervento immediato. 

 

E’ molto importante capire che il briefing non è recitare una filastrocca o ripetere una parte imparata a memoria senza esserne consapevoli, bensì è quel momento in cui si deve realmente pensare a quello che si sta dicendo affinché sia realmente utile.

Non è necessario dilungarsi in un elenco interminabile di cose da menzionare, anzi deve essere riportato solo ciò che è rilevante in maniera concisa e chiara. Con l’esperienza si migliorerà sempre più la qualità dei propri briefing.

L’importanza del briefing sta nel fatto che aiuta a focalizzare obbiettivi e parti rilevanti di determinate fasi del volo, ma ancor di più dà la possibilità di prevenire, dà la possibilità al pilota di pensare preventivamente a ciò che dovrà affrontare identificando le modalità d’azione più appropriate e condividere con gli altri ciò che si ha in mente ed avere un cockpit che lavora in maniera coordinata. In tal modo le operazioni di volo risulteranno più sicure.

In conclusione…

Nonostante inizialmente possa risultare una seccatura fare i briefing e non si sia coscienti dell’utilità degli stessi, attraverso approfondimenti e l’aumentare dell’esperienza ci si renderà conto che essere preparati ad affrontare determinate fasi del volo è essenziale, e per far ciò i briefing, se fatti efficacemente, sono uno strumento molto valido.

Vedere apparentemente un pilota poco impegnato a bordo di un aereo può risultare strano, ma ciò è frutto di una buona pianificazione che suddivisa per fasi di volo e riassunta in briefing efficaci, portano il pilota a volare “davanti all’aereo” e il compito diventa semplicemente eseguire ciò che ha già previsto e non ha la necessità di perdere del tempo a pensare ciò che deve fare perché lo ha ben chiaro. La mente è libera di affrontare eventuali imprevisti. Ogni pilota dovrebbe fare regolarmente briefing efficaci e pertinenti, questi occuperanno solamente pochi minuti di una normale giornata di volo.

Safe flights!

 

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